Madre Giuseppina - Storia

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LA VITA DI MADRE GIUSEPPINA ARCUCCI
 
Ernesta Maria Luigia Arcucci (che da consacrata prenderà il nome di Sr Giuseppina) nasce a Palermo l’11 aprile 1860 da Giovanni e Maria Di Maggio.
Giovanni è originario di Gaeta ma dopo aver seguito la carriera militare nell’esercito Borbonico sembra sia stato mandato in servizio a Palermo, dove conosce e sposa una palermitana: Maria Di Maggio.
Nel 1856 i due coniugi hanno il primo figlio: Pasquale, nel 1858 nasce anche Beatrice, l’anno successivo è registrata a Palermo la nascita della prima Ernesta Maria Luigia che forse muore di lì a poco. Questo sembra confermato, oltre dal fatto che non ci sono pervenute notizie di lei, anche dalla nascita di una seconda bimba alla quale viene posto lo stesso nome.
La seconda bimba nasce l’11 aprile 1860, lo stesso giorno riceve il Battesimo nella Chiesa di S. Nicolò all’Albergheria, ed è lei la futura Sr Giuseppina.  
L’anno 1860 rievoca facilmente il periodo turbolento dell’Unità d’Italia e basta tener conto che Giovanni Arcucci è un Ufficiale dell’esercito Borbonico e dunque si trova dalla parte del perdente per farci un’idea delle difficoltà e sofferenze vissute, in questo periodo, da lui e dalla sua famiglia.
Dopo diverse peripezie la famiglia riesce a ricongiungersi a Foggia per poi stabilirsi all’Aquila dov’è allietata dalla nascita di altri tre bambini: Etlinda, Palmina e Ludovico. In questa bella città Ernestina e i suoi fratelli ricevono la prima formazione scolare che completeranno a Casalnuovo di Napoli, dove l’intera famiglia si trasferisce a partire dal 1873. 
Appena 4 anni dopo, nel 1877, Ernestina si diploma Maestra semplice e nel giro di un anno, oltre a trovare lavoro, ha già ben chiara la sua vocazione.
Su questo periodo fondamentale della vita di Ernestina non si hanno testimonianze certe: sappiamo che dal settembre del 1878 il suo nome è annoverato nel registro della nascente Pia Casa d’istruzione e lavoro, sorta ad Ariano di Puglia (l’attuale Ariano Irpino) nell’ex Monastero delle Benedettine Cassinesi. Ernestina risulta come insegnante retribuita il cui guadagno occorre per il corredo monacale.   
Nella Pia Casa, alle monache rimaste, si erano affiancate un gruppo di suore di vita attiva: le Figlie della Carità del Prez.mo Sangue, fondate dal Beato Tommaso Fusco, e tra queste suore Ernestina emette la Professione Religiosa il 15 maggio 1881 e prende il nome di Sr Giuseppina.
Negli anni che seguono ella si distingue particolarmente come 
insegnante, educatrice e formatrice delle giovani. E’ una donna e una religiosa esemplare pur mostrandosi sempre molto cordiale, semplice e materna.
La guida spirituale di Sr Giuseppina, da quando è entrata nella Pia Casa, non è, come si potrebbe supporre, il Beato Fusco bensì lo stesso Vescovo di Ariano: Mons. Trotta, questi è stato anche il suo maestro di Noviziato come pure il suo formatore e il suo sostegno sicuro nelle prime difficoltà incontrate.
Sr Giuseppina, sin dall’inizio, con tutto il suo entusiasmo giovanile, abbraccia e sposa l’opera della Pia Casa, sia per l’amore ai piccoli che sempre la distinguerà, sia per la dedizione al bene.   
A partire dal 1891, anno della morte del Beato Fusco, Sr Giuseppina si trova a dover scegliere tra: seguire le consorelle, Figlie del Prez.mo Sangue, che sono state richiamate a Pagani, oppure restare nella Pia Casa. Ella decide di continuare l’opera della Pia Casa e con lei restano altre 4 compagne.
Intanto, dopo il trasferimento di Mons. Trotta, è giunto ad Ariano il nuovo Vescovo: Mons. Andrea D’Agostino che prende a cuore le sorti della piccola Comunità di suore e la segue paternamente, fino a decidere di realizzare il desiderio, mostrato da quelle cinque donne, di dar vita ad una nuova famiglia religiosa: Egli ne sceglie il nome e scrive di proprio pugno la Regola che porta la data del 2 febbraio 1896, che noi Suore dello Spirito Santo abbiamo accolto come la data di nascita della nostra Congregazione.
Da questi anni  si afferma maggiormente l’identità e il carisma di questa nuova Comunità. Madre Giuseppina e le sue compagne allargano l’orizzonte della carità, così da affiancare all’impegno principale della Scuola, dell’educazione, della formazione delle giovani e dell’accoglienza delle orfane anche le altre urgenze che il paese presenta. Nutrono e vestono i poveri, assistono e curano gli ammalati, soccorrono i diseredati e i più bisognosi, si distinguono nei disastri e nelle calamità per la loro prontezza e la loro dedizione disinteressata. Volendo racchiudere in due parole la loro realtà possiamo definirla così: “l’urgenza della carità”.
L’espansione di questa nascente Comunità al di fuori della cittadina di Ariano inizia nel 1912, ma sarebbe iniziata molto prima se Madre Giuseppina e Mons. D’Agostino non si fossero travati a fronteggiare una lotta contro l’Amministrazione Comunale che dal 1905 rivendica i locali dell’ex Monastero.  Alcuni dettagli di questa lunga prova, durata 5 anni, li affronteremo nel 3° capitolo.
Dal 1912 al 1940, anno della morte della Fondatrice, si intraprendono una trentina di attività che vanno dagli asili, dalle scuole elementari, scuole di lavoro, orfanotrofi, colonie marine, ai servizi negli ospedali, nelle cliniche, nelle Case di cura e di riposo.
Tutte queste opere sono seguite, nel loro sviluppo, personalmente da Madre Giuseppina che troverà sempre il tempo e la forza per recarsi a far visita ed incoraggiare le figlie nel loro lavoro e nei diversi impegni, assunti nel sociale.
La testimonianza più diretta della solerte e viva attività della Fondatrice, negli anni di maggior incremento della Comunità, ci è data dalla sua corrispondenza, con cui non manca di dirigere, guidare, sostenere, confortare le consorelle lontane.  
Ne riportiamo un brano, scritto ad un parente il 25 gennaio del 1935, nel quale rivela i desideri sconfinati del suo cuore e quale sia la missione che Dio le ha affidato:
“Un cuore che non cambia, che arde silenzioso e che consacra con slancio sempre vivo tutto sé a bene degli altri, Dio mi concesse e non fo alcuna fatica a darmi tutta per il bene. Or pensa con quale tenerezza circondi almeno nei voti santi, nei desideri pii, voi miei carissimi lontani! Dio conceda a voi quanto di bene io fo e desidero fare a tanti poveri sofferenti che Dio volle fossero miei per elezione!  Tu lo sai ben leggere questo mio cuore e saprai intendere come vorrei consolare, aiutare, far sorridere di gioia, piccoli e grandi e vecchi tutti per riparare in parte il male e le deficienze degli altri. Non dubitare mai di me e sì prega perché io viva ancora un poco almeno per sapervi amati sinceramente”.  (Cfr. p. 37) 
Come per ogni uomo, anche per Madre Giuseppina giungono a compimento i suoi giorni, e se ne va quasi in punta di piedi, senza allarmare troppo le sue figlie. Domenica 21 gennaio 1940, scesa le sera, verso le sette, la sua anima lascia il corpo ma non le sue figlie alle quali diceva qualche giorno prima: “Io sarò sempre in mezzo a voi”.